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Minacce di morte ai cinque turisti italiani rapiti nello Yemen

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Minacce di morte ai cinque turisti italiani rapiti nello Yemen

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“Se ci attaccano li uccideremo”. È la minaccia fatta ai cinque turisti italiani rapiti nello Yemen, da uno dei sequestratori che si è messo in contatto telefonico con l’agenzia di stampa Reuters.

E non si è fatta attendere la rassicurazione dell’ambasciatore italiano a Saana Mario Boffo che ha precisato che non ci sarà nessun blitz, ma che si cercherà di ottenere il rilascio per via diplomatica. Le autorità yemenite hanno designato il generale Ali Mohammed Salah, vice capo di stato maggiore, come principale negoziatore nei contatti coi sequestratori. Ieri qualche ora dopo il rapimento erano state liberate le tre donne del gruppo. Ma arrivate all’ambasciata Maura Tonetto, Camilla Ramigni e Patrizia Rossi hanno deciso di restare accanto ai due uomini Piergiorgio Gamba ed Enzo Bottillo fino alla conclusione della vicenda. Un gesto che secondo alcuni potrebbe facilitare le trattative. Nello Yemen il rapimento di stranieri avviene di frequente, da parte di gruppi armati che di solito chiedono la liberazione di membri delle loro tribù. Una pratica che il governo yemenita cerca di debellare per non scoraggiare i viaggituristici.