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Braccio di ferro Mosca-Kiev: perché l'Europa è preoccupata

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Braccio di ferro Mosca-Kiev: perché l'Europa è preoccupata

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Mettere su l’acqua per farsi un tè: un gesto abituale che presto potrebbe farsi più raro in Europa se non si risolve il braccio di ferro tra Mosca e Kiev.

La disputa nasce da motivazioni essenzialmente politiche: da una parte un paese, l’Ucraina, che pacificamente volta pagina e si apre a Occidente; dall’altra una potenza economica, la Russia – maggiore produttore al mondo di gas naturale -, che si adatta alla nuova realtà geopolitica e prende le sue misure. In mezzo recriminazioni e accuse reciproche. “Fonti sul posto ci hanno già informato, dice il portavoce di Gazprom, che l’Ucraina ha iniziato a sottrarre gas destinato ai consumatori europei.” I Venticinque sono preoccupati: per mercoledì esperti del settore energetico si riuniscono a Bruxelles. Un quarto del metano consumato nel Vecchio Continente viene dalla Russia e l’80% passa per l’Ucraina. L’Italia, importando circa venti miliardi di metri cubi all’anno, figura tra i principali clienti, insieme a Germania e Francia. Inferiore però il tasso di dipendenza: solo il 23% rispetto, per esempio, al 37% della Germania. Burckhard Bergmann, presidente di una delle maggiori società erogatrici di gas tedesche sdrammatizza. “Gli utenti privati non ne risentiranno, dice. Solo nel caso in cui la crisi si facesse seria vi potrebbero essere tagli limitati, ma non certo a breve termine.” Un altro fattore che varia da paese a paese sono le riserve di cui ciascuno dispone. Questo consente a stati come la Germania, con scorte per due mesi e mezzo, di non farsi prendere dal panico. L’Italia ne dispone invece per soli 15 giorni. Da ieri la Russia è passata dalle minacce ai fatti abbassando la pressione per le forniture di gas destinate a Kiev. Così Mosca si prepara alla presidenza del G8, che si terrà nella capitale russa e avrà fra i temi dominanti proprio quello della sicurezza energetica. Stati Uniti ed Europa avranno davanti un fornitore importante, potente, da non sottovalutare.