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Crisi del gas: la Russia ha cominciato a tagliare i rifornimenti al'Ucraina

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Crisi del gas: la Russia ha cominciato a tagliare i rifornimenti al'Ucraina

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La Russia ha cominciato stamane a tagliare i rifornimenti di gas all’Ucraina: non sono servite a nulla le trattative dell’ultimo minuto e i rilanci da entrambe le parti. Allo scadere dell’ultimatum, i due paesi rimanevano ancora fermi su posizioni distanti.

Kiev non ha accettato di pagare di più il gas russo e di passare dal prezzo di favore di 50 dollari ogni mille metri cubi a quello di mercato di 230. Il governo ucraino, d’accordo in linea di principio con un aumento dei prezzi, esige tuttavia un periodo di transizione e considera 80 dollari una cifra equa. L’Ucraina ha respinto così anche l’ultima offerta del presidente russo Vladimir Putin: quella di mantenere il prezzo di favore ancora per tre mesi, se Kiev avesse firmato il contratto per l’aumento voluto da Mosca. Il gigante russo Gaz prom non rifornisce solo l’Ucraina: con 112 miliardi di metri cubi di gas provvede a un quarto del gas utilizzato dall’Europa occidentale. La società assicura che crisi non avrà conseguenze sui rifornimenti agli altri paesi. Ma contemporaneamente ha avvertito l’italiana Eni che potrebbero verificarsi disagi. Kiev accusa Mosca di usare il gas come un arma politica. Nel discorso di fine anno il presidente Viktor Yushenko ha detto: “Dopo aver sconfitto la dittatura ora dobbiamo conquistare l’indipendenza economica”.