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L'Ucraina rifiuta il prestito russo per pagare i contestati aumenti del gas

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L'Ucraina rifiuta il prestito russo per pagare i contestati aumenti del gas

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L’Ucraina si prepara al peggio. Il presidente Viktor Yushchenko ha di nuovo respinto le proposte di aumento del prezzo del gas russo e ha anche rifiutato di indebitarsi con Mosca per continuare a rifornirsi alle nuove tariffe.

“Siamo grati dell’offerta ma l’Ucraina non ha bisogno di crediti. Pagheremo il gas col nostro denaro a un prezzo fissato secondo criteri comprensibili e oggettivi”, ha detto Yushchenko. Per permettere agli ucraini di pagare anche dopo gli aumenti del 1° gennaio, il capo del Cremlino Vladimir Putin ha proposto all’ex paese satellite un credito da 3 miliardi di euro. Accettare, secondo gli interessati, significherebbe sancire la propria dipendenza economica da Mosca. La Russia vuole smettere di applicare prezzi di favore al governo filo-occidentale di Kiev e pretende di essere pagata il quadruplo. Ma Mosca ha anche bisogno dei gasdotti che attraversano il paese per rifornire i suoi clienti stranieri. L’80% dei miliardi di metri cubi di gas che passano per l’Ucraina è destinato all’Europa. Negoziati dell’ultim’ora sono in programma anche oggi nella capitale russa ma le speranze di una soluzione sono flebili. Per prepararsi a una crisi energetica che sembra ormani alle porte, il presidente Yushchenko ha ordinato aumenti nelle bollette del gas e dell’elettricità e ha chiesto l’avvio di progetti per ridurre il consumo interno. Per respingere le pretese della Russia, Kiev potrebbe tentare anche la strada dell’arbitrato internazionale.