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Crisi del gas fra Russia e Ucraina: l'Europa corre ai ripari

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Crisi del gas fra Russia e Ucraina: l'Europa corre ai ripari

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Non comporterà penuria di gas in Europa la crisi Russia Ucraina, almeno a breve termine, assicurano le autorità di Bruxelles. Ma la Commissione ha convocato una riunione d’urgenza per mercoledì per fare il punto della situazione e salvaguardare l’approvvigionamento di gas naturale al Vecchio Continente.

I colloqui degli scorsi giorni tra autorità ucraine e russe sono falliti. Entrambe le parti restano sulle proprie posizioni. Kiev ha rifiutato anche l’ultima offerta di Mosca di un prestito per finanziare il rincaro. Gazprom, attraverso il suo presidente, Alexei Miller, oggi ha sì rassicurato l’Europa, dicendo che non intende ridimensionare le consegne, ma ha ribadito che se entro il 1° gennaio l’Ucraina non accetta le nuove condizioni, “alle dieci ora di Mosca del primo dell’anno le forniture di gas dirette dalla Federazione Russa ai consumatori ucraini cesseranno.” La Russia è costretta a passare per l’Ucraina se vuole rifornire i suoi clienti europei. Ben 112 miliardi di m3 sono diretti ogni anno a vari paesi, Italia compresa. Nel caso Mosca bloccasse la fornitura destinata ai consumatori ucraini Kiev ha già minacciato di rivalersi sul metano diretto in Europa. È una guerra tra chi fa la voce più grossa. Mosca esige di quadruplicare il prezzo praticato sinora nei confronti di Kiev: “visto che ora è un’economia di mercato, dice, che lo dimostri.” Il presidente ucraino parla di rappresaglie del Cremlino, dopo la svolta a Occidente da lui impressa al paese. Dopo aver rassicurato la popolazione, Yushenko ha comunque chiesto più tempo a Mosca, sino al 10 gennaio. Gazprom gli ha già detto “nyet”.