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In Austria la campagna "osé" per il semestre di presidenza Ue solleva polemiche

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In Austria la campagna "osé" per il semestre di presidenza Ue solleva polemiche

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Un semestre che sedurrà l’Europa. La presidenza europea austriaca si apre domenica e per le strade di Vienna una campagna di pubblicità d’artista ha sollevato un vespaio di polemiche. Tanto che alcune delle 25 immagini dell’esposizione da strada verranno ritirate. L’iniziativa voluta per accompagnare i sei mesi di leadership comunitaria è stata finanziata con denaro pubblico. Tra i passanti viennesi, oggi, stupore, sorrisi e qualche imbarazzo.

Alcuni accusano gli artisti di perversione, altri sottolinenano la sconveniente figura internazionale L’arte è provocazione, sostengono gli autori della campagna, con il sostegno del più importante quotidiano del paese, Die PresseToni accesi nell’agone politico. Il governatore di Salisburgo Gabi Burgstaller, socialdemocratica, ha stigmatizzato il carattere sessista della campagna e ha lamentato il suo personale imbarazzo. Nella città di Mozart, sede di molti vertici del semestre, il governatore ha promesso che i poster verranno banditi. Più cauto il cancelliere conservatore Schuessel, che ha denunciato il proprio disappunto ma ha fatto sapere di non avere in concreto gli strumenti legali per censurare le opere.

Gli artisti al centro della tempesta sono noti in Austria, i “25 Peaces”, gruppo gia’ oggetto di polemiche per il carattere dissacrante del suo lavoro. Ci si chiede ora se al coro critico si aggiungeranno anche JaCques Chirac, George Bush o la Regina Elisabetta