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Sempre più tesi i rapporti Mosca-Kiev sulla questione del gas russo

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Sempre più tesi i rapporti Mosca-Kiev sulla questione del gas russo

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Toni sempri più accesi tra Russia e Ucraina sulla questione del prezzo del gas russo fornito a Kiev. Oggi il ministro ucraino dell’energia si recherà a Mosca per cercare di annullare la minaccia di sospensione delle forniture dal primo gennaio se il governo ucraino non accetterà l’adeguamento ai prezzi di mercato. Attualmente l’Ucraina, sul cui territorio passa il gasdotto verso l’occidente, paga 40 euro per mille metri cubi. Mosca chiede oggi cinque volte tanto.

Il primo ministro ucraino Iuri Ekhanurov ha affermato che il suo Paese ha il diritto di prelevare il quindici per cento del gas che transita sul proprio territorio. E per accentuare la pressione Kiev sta pensando di aumentare il canone di affitto della base navale russa di Sebastopoli da poco più di 80 milioni di euro annui a 1 miliardo e 700 milioni. Se questa misura venissa adottata potrebbero venire rimessi in discussione l’insieme degli accordi territoriali raggiunti tra le due repubbliche nel 1997. Da Mosca vengono respinte al mittente l’insieme delle minacce e il portavoce di Gazprom risponde così all’idea di prelevare il 15% del gas destinato all’Europa dell’ovest: “Ogni prelevamento da parte dell’Ucraina a partire dal 2006 sarà considerato un furto. L’Ucraina ruberebbe il gas destinato all’Unione europea della quale vuole entrare a far parte”.