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Iraq: "nessun broglio, solo irregolarità". Si rivota solo in alcuni seggi

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Iraq: "nessun broglio, solo irregolarità". Si rivota solo in alcuni seggi

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Irregolarità sì, brogli sistematici no. È la conclusione a cui è giunta la commissione elettorale indipendente in merito al voto dello scorso 15 dicembre in Iraq. La comunità sunnita, che aveva subito denunciato frodi in diverse province, ottiene così l’annullamento del voto in quei seggi, una trentina, in cui il personale dell’Onu, che ha coadiuvato l’organizzazione delle elezioni, ha effettivamente riscontrato irregolarità.

Anche tra i cittadini di Bagdad vi è la convinzione che votare di nuovo sarebbe stato controproducente. “Abbiamo tanto voluto queste elezioni, grazie a Dio ci sono state; rifare tutto avrebbe conseguenze negative per il popolo iracheno.” Da giorni le comunità uscite sconfitte dal voto, sunniti e sciiti laici, manifestano. Ieri a Bagdad erano in diecimila, oggi a Samarra, a nord della capitale, in diverse migliaia. Oltre all’annullamento dello scrutinio chiedono anche il ritiro delle truppe anglo-americane dal territorio iracheno. Le proteste sono strumentali alla comunità sunnita per rafforzare la propria posizione negoziale, quando si assegneranno le maggiori cariche ministeriali.