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Ahmadinejad: al bando la musica degli infedeli da tv e radio in Iran

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Ahmadinejad: al bando la musica degli infedeli da tv e radio in Iran

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L’indecente musica occidentale deve essere bandita dalla radio e dalla televisione della Repubblica Islamica dell’Iran. Non smette di stupire il mondo il presidente ultra conservatore Mahmoud Ahmadinejad. Il bando della musica degli infedeli è l’ulitma delle dichiarazioni del presidente iraniano, che ricopre anche la carica di responsabile del Consiglio Superiore della Rivoluzione Culturale.

Certo: nulla a confronto con le espressioni di disprezzo verso lo Stato di Israele che andrebbe cancellato dalle mappe o con l’idea secondo la quale l’olocausto sarebbe un mito creato dagli europei per formare uno stato ebreo nel cuore del mondo musulmano. E’ comunque un chiaro segno della volontà di restaurare l’atmosfera della rivoluzione del ’79. Ma a Theran molti sono convinti che, nei fatti, non cambierà molto: “Se il divieto del presidente divenisse effettivo – spiega un ragazzo – la gente smetterebbe di seguire tv e radio di stato. Semplicemente, si rivolgerebbero ai media stranieri”. E’ dello stesso avviso Babak Riahipour, bassista iraniano, seppur preoccupato per quella che ha definito la dimostrazione d’una mancanza di conoscenza: “Se il presidente imporrà delle restrizioni su radio e tv di stato, andremo a cercarci la musica da un’altra parte. Possiamo scaricarla da internet, possiamo trovarla al mercato nero di Theran, ovunque”. Almeno per ora, insomma, mentre tuonano i proclami del presidente, la musica sembra ritagliarsi i suoi spazi di libertà.