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Usa, la Casa Bianca giustifica il ricorso alle intercettazioni segrete

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Usa, la Casa Bianca giustifica il ricorso alle intercettazioni segrete

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George Bush ha difeso la pratica delle intercettazioni telefoniche non autorizzate dalla magistratura e ha sollecitato il Senato a confermare il Patriot act, la legge speciale varata all’indomani degli attentati del 2001 e che ora è a rischio decadenza.

Sul programma di intercettazioni, svelato dalla stampa statunitense lo scorso finesettimana, il presidente ha detto: “E’ stato mirato alle persone legate ad al-Qaida. L’ho autorizzato più di 30 volta dall’11 settembre e intendo continuare a farlo fino a quando la Nazione continuerà a essere minacciata da un nemico che vuole uccidere cittadini americani”. Secondo i detrattori, Bush ha violato la legge concedendo queste autorizzazioni. Il presidente ha comunque lasciato intendere che sono in corso indagini per individuare chi abbia fatto trapelare la notizia oltre le mura della Casa Bianca. Per ascoltare conversazioni telefoniche in suolo americano perfino i servizi segreti hanno normalmente bisogno di un mandato del giudice. Il Senatore democratico Carl Levin attacca: “Quale articolo della Costituzione gli dà l’autorità di intercettare cittadini americani senza il controllo di una corte?”. Su questo punto il presidente sconta l’opposizione di alcuni parlamentari del suo partito che, alleati ai Democratici, sono già riusciti a impedire una volta il prolungamento di alcune misure provvisorie del Patriot act.