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Serbia. Via al processo contro cinque paramilitari. Accusa: crimini di guerra

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Serbia. Via al processo contro cinque paramilitari. Accusa: crimini di guerra

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La Serbia per la prima volta guarda in faccia il proprio recente passato.Cinque paramilitari, ex membri della famigerata unità degli “Scorpioni” attiva negli anni della guerra fratricida dei Balcani, compaiono da oggi davanti altribunale speciale di Belgrado accusati di crimini di guerra.

Alla prima udienza hanno partecipato anche alcuni parenti delle sei vittime di religione musulmana e originarie di Srebrenica, massacrate nei pressi di una cittadina bosniaca il 17 luglio 1995.Elemento cardine del processo è un video che documenta il massacro girato da uno dei cinque paramilitari e diffuso dalla televisione serba nel giugno scorso.Un video che ha provocato grande scalpore a Belgrado dove una parte della popolazione ancora oggi crede che il massacro di Srebrenica sia il frutto della propaganda antiserba. Il filmato che inchioda Belgrado. Trasmesso lo scorso giugno al Tribunale penale internazionale dell’Aja, e diffuso poi dalla televisione serba, mostra l’esecuzione di sei civili bosniaci da parte di uomini in mimetica e berretti rossi. Gli uomini sono membri degli Skorpioni, paramilitari nati però come unità speciale antiterrorismo del ministero dell’interno serbo. Anche se Belgrado ha sempre negato il suo coinvolgimento nel massacro di Srebrenica. I civili maltrattati, torturati e poi uccisi sono tutti giovani sotto i trent’anni, quattro sono minori. Tra di loro Azmir, tredici anni. Sua madre Nura aspetta che sia fatta giustizia. Non sarà tra i parenti delle vittime presenti a Belgrado, ma seguirà il processo in televisione. Vorrei guardarli negli occhi e dire: ‘Vergogna. Come vi sentireste se vedeste i vostri figli torturati in quel modo?’. È questo che vorrei dire. Guardarli negli occhi. Vorrei poterlo fare, e poi potrebbero uccidere anche me. Hanno ucciso tutte le persone che amavo, possono uccidere anche me”. È l’estate del novantacinque. Il generale serbobosniaco Ratko Mladic, che ha fretta di finir la guerra, lancia l’assalto decisivo a Srebrenica, facendola capitolare. I prigionieri vengono distribuiti a varie unità, tra cui gli Skorpioni. Attivi in Croazia e in Bosnia dall’inizio degli anni Novanta, di loro si sapeva poco fino a due anni fa, quando è iniziato il processo per l’uccisione di diciannove civili albanesi nel marzo novantanove a Podujevo, in Kosovo.Processo che vedrà, nel giugno duemilacinque, la condanna a vent’anni di carcere di Sasha Cvjetan, un ex membro degli Skorpioni. Fra i testimoni in quell’occasione, Slobodan Medic, compandante dell’unità e uno dei cinque imputati di oggi.Il video ha avuto un effetto shock sull’opinione pubblica serba, che forse ora è più pronta ad accettare, se mai avverrà, l’arresto del latitante Mladic e del suo capo politico Radovan Karadzic.