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Critiche a Blair in Gran Bretagna: "Costa troppo l'accordo europeo"

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Critiche a Blair in Gran Bretagna: "Costa troppo l'accordo europeo"

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Lodato all’estero, criticato in patria. Il premier britannico Tony Blair, all’indomani dell’intesa sul bilancio europeo raggiunta anche grazie al passo indietro di Londra, spiega la sua scelta.

“Lo sconto rimane intatto”, sottolinea il capo del governo, fino a gennaio presidente di turno dell’Unione. “Se togliamo dal conto i fondi destinati allo sviluppo economico dei nuovi paesi membri e se parliamo in termini di crescita futura, il nostro sconto rimane pieno”. Una risposta diretta a quanti lo accusano di aver svenduto i diritti maturati dalla Gran Bretagna pur di evitare la crisi del vertice di Bruxelles. Chi invece incassa i risultati di un sorprendente debutto sulla scena internazionale é il neo-cancelliere tedesco, Angela Merkel. Fondamentale per l’intesa la sua laboriosa mediazione con Francia e Gran Bretagna sulla riforma della Politica agricola comune, rinviata al 2008. Lo sconto britannico era stato ottenuto nel 1984 dall’allora premier Margaret Thatcher, in nome della crisi economica che colpiva il paese. In base a esso, Bruxelles restituisce i due terzi dei contributi annuali che Londra versa annualmente all’Unione.