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Accordo in extremis al vertice della WTO di Hong Kong


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Accordo in extremis al vertice della WTO di Hong Kong

Sul filo di lana l’assemblea dell’Organizzazione mondiale per il commercio ha approvato la dichiarazione finale del vertice di Hong Kong che chiude il ciclo negoziale sulla liberalizzazione dei mercati. Un compresso raggiunto a poche ore dalla chiusura della riunone ministeriale.

“Questa settimana – ha detto il direttore generale Pascal Lamy – abbiamo imparato che dove c‘è una volonta comune c‘è un modo di avanzare comune” La data limite per la conclusione del progetto di accordo globale, lanciato quattro anni fa a Doha, è stata fissata al trenta aprile 2006. Il documento sottoscritto oggi prevede che i sussidi all’esportazione dei prodotti agricoli dovranno essere eliminati entro la fine del 2013, una richiesta avanzata dall’Unione europea per rispettare i termini della politica agricola comune. Per quanto riguarda le sovvenzioni all’esportazione di cotone, questione che tocca in particolare gli Stati Uniti, dovranno essere rimosse entro il 2006. Altro punto sottolineato nella dichiarazione finale è che i Paesi più ricchi dovranno impegnarsi a non imporre dazi doganali sul 97% dei prodotti importati dai Paesi più poveri. E questo a partire del 2008. “Sono soddisfatto – ha detto il commissario europeo al commercio Peter Mandelson – anche se per essere onesto non è esattamente quello che volevo. Le ambizioni sono modeste, non sono stati presi abbanstanza rischi a differenza dell’Europa che in questa settimana si è assunta le sue responsabilità”. Alla fine sono state vinte anche le resistenze dei Paesi emergenti, il cosiddetto G20 guidato dal Brasile, che volevano la fine delle sovvenzioni agricole a partire dal 2010. “Il contenuto di questo documento – ha commentato il ministro degli esteri brasiliano – è modesto ma non insignificante”. Le discussioni hanno invece fatto pochi passi avanti sul dossier dei prodotti industriali e della liberalizzazione dei servizi. I Paesi in via di sviluppo reclamano una facilità d’accesso delle proprie merci sui mercati occidentali in cambio dell’apertura ai servizi dei paesi più ricchi.
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