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Londra non asseconda l'Unione Europea: bilancio comunitario a rischio

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Londra non asseconda l'Unione Europea: bilancio comunitario a rischio

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Tira aria di flop a Bruxelles, dove oggi comincia il vertice per l’approvazione del prossimo bilancio di previsione dell’Unione Europea.

La maggior parte dei governi sono infuriati con la Gran Bretagna che nonostante sia il paese presidente di turno ha rifiutato di imporsi i sacrifici economici sollecitati. Di fronte al parlamento di Londra il ministro degli esteri Jack Straw, al contrario, ha dipinto le sue proposte come particolarmente generose. “Proponiamo di portare il nostro contributo netto a 58 miliardi di euro, rispetto ai cinquanta attuali. Crediamo che sia una quota giusta – ha detto Straw – Se non facessimo un’offerta così rilevante, il nostro contributo non sarebbe equo considerando che siamo una delle nazioni più prospere dell’Unione Europea”. Se la Gran Bretagna dice “O questo o niente”, per il presidente della commissione europea José Manuel Durao Barroso l’accordo va trovato, eccome. Ed è stato netto nelle critiche: “Non interessa forse alla presidenza britannica che la schiacciante maggioranza del parlamento europeo e i principali gruppi politici rigettano unanimente questa proposta?”. Il nodo è l’onerosa politica agricola di Bruxelles. Senza una revisione di quel sistema, la Gran Bretagna rifiuta di rinunciare agli sconti nei contributi europei di cui gode da vent’anni. “In assenza di un ripensamento da parte di Londra, non ci si può aspettare che la Francia cambi la sua posizione”, ha avvertito il capo della diplomazia francese Douste-Blazy. Il bilancio 2007-2013 doveva essere approvato già entro lo scorso giugno ma analoghi scontri avevano fatto saltare le trattative.