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La Pac, pietra dello scandalo del Vertice europeo

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La Pac, pietra dello scandalo del Vertice europeo

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La Politica Agricola Comune, o Pac, è nell’occhio del ciclone. L’offensiva maggiore viene dalla Gran Bretagna che da tempo ne chiede la riforma. Secondo Londra è superata, ha ormai quarant’anni.

È arrivato dunque il momento di gettarla alle ortiche? “No”, risponde Paul Magnette, direttore dell’Istituto di Studi Europei di Bruxelles. “La politica agricola è in continua revisione, il suo budget diminuisce costantemente di anno in anno, ma sarà sempre una delle principali politiche europee. È una politica del passato ma anche di modernità e sviluppo tecnologico nel campo agricolo. Pensiamo alle nuove norme di qualità, di sicurezza alimentare, ai nuovi metodi di produzione.” L’Europa conta 11 milioni di agricoltori: secondo la Gran Bretagna vi sono forti squilibri nella suddivisione dei sussidi agricoli. La Francia riceve la fetta più grossa della torta, col 22%, seguita da Spagna, Germania e Italia. La Gran Bretagna beneficia comunque del 9% dei fondi, un po’ meno di quattro miliardi di euro all’anno. I numeri vanno però interpretati, dice John Palmer, del Centro per le Politiche Europee. “Se si considerano le sovvenzioni pro capite gli agricoltori britannici ricevono più dei colleghi francesi. Questo perché nel Regno Unito vi sono grandi proprietari terrieri, i maggiori in Europa. Alcuni appartengono alla famiglia reale, all’aristocrazia. Sono però di meno; dunque la cifra complessiva dei sussidi è inferiore.” Londra si dice pronta a rinunciare al suo sconto se si riforma la Pac, ma un analista del centro di ricerche CEPS di Bruxelles sostiene, un po’ polemicamente, che dopo tutto la PAC È lo sconto francese. “Parigi, dice, riceve una quantità spropositata di aiuti, tenuto anche conto della possibilità del Paese, uno dei più ricchi dell’Unione Europea.” Nel 2002 gli Stati membri avevano deciso di fissare una volta per tutte i costi della Pac sino al 2013. Ma l’allargamento a dieci altri paesi ha modificato gli equilibri.