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L'Iraq ha votato : alta l'affluenza alle urne

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L'Iraq ha votato : alta l'affluenza alle urne

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L’Iraq ha votato in massa. Alla chiusura delle urne per l’elezione del primo Parlamento permanente, la partecipazione risulta molto alta. E’ la terza volta quest’anno che il popolo iracheno è chiamato a esprimersi, dopo l’elezione dell’Assemblea provvisoria e il referendum costituzionale. Il nuovo organo legislativo sarà composto da 275 membri. Il ministero dell’Interno ha dichiarato che l’elezione si è svolta nella calma e nell’ordine, anche se non sono mancati attentati e omicidi a Baghdad e Mossul. “Queste elezioni saranno un colpo al terrorismo – dice un elettore sciita di Najaf -. I terroristi non riusciranno a riportare il Paese al passato regime per riprendersi il controllo della ricchezza nazionale. Votiamo proprio per sconfiggerli”.Tikrit, città natale di Saddam Hussein, è una roccaforte sunnita. Stavolta i sunniti partecipano in massa all’agone elettorale, contrariamente a quanto avvenuto nelle consultazioni precedenti, da loro boicottate.“Spero che tutti gli iracheni approfittino di queste elezioni per far sentire la loro voce nella nuova democrazia – dice un elettore -: è quello che chiediamo al nostro popolo qui, nella provincia di Salaheddin”.Anche i curdi hanno fatto registrare una grande partecipazione al voto. La seconda comunità del Paese, concentrata nel nord dell’Iraq, spera di replicare il buon risultato delle precedenti consultazioni.E’ curdo il presidente della Repubblica Jalal Talabani, tra i primi a votare. Protagonista di una politica di grande diplomazia con i vicini siriani e iraniani, giudica “catastrofica” una prematura partenza delle truppe americane Il leader sciita moderato Iyad Allaui, che è stato il capo del primo governo iracheno del dopo Saddam, ha fondato la sua campagna sullo spirito di collaborazione con le altre componenti della società.Favorito per la vittoria finale, come avvenuto per le elezioni dell’Assemblea provvisoria, è Abdel Aziz Hakim, capo dell’Alleanza unificata irachena. Religioso moderato, Hakim ha recentemente rinunciato al progetto di autonomia delle province a maggioranza sciita.