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Iraq, violenze sporadiche mentre si vota per il nuovo parlamento

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Iraq, violenze sporadiche mentre si vota per il nuovo parlamento

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Le varie esplosioni sopraggiunte in queste ore in Iraq, non sembrano perturbare più di tanto le elezioni politiche. Il presidente Jalal Talabani è stato il primo a votare nel suo quartier generale di Suleimanya, nel Kurdistan iracheno.

Il primo ministro Al Jafari ha invece votato a Baghdad. Quindici milioni di iracheni sono chiamati alle urne per scegliere, fra 7500 candidati, i 275deputati del futuro parlamento. A Baghdad, Ramadi, Tikrit e Mosul ci sono stati attentati, che hanno provocato un morto a Mosul e almeno due feriti nella capitale, ma non si prevede un’offensiva della ribellione sunnita su vasta scala, visto che questa volta la comunità sunnita ha deciso di partecipare in massa e non di boicottare lo scrutinio come fece nella precedente tornata elettorale. Almeno 150.000 soldati e poliziotti iracheni vigilano sui seggi, coadiuvati da altrettanti militari americani. Questo voto non ha la stessa importanza storica di quello del gennaio scorso, che era il primo scrutinio democratico degli ultimi cinquant’anni, ma la sua portata reale è senz’altro maggiore e più a lungo termine, perché gli elettori sono chiamamti a scegliere i deputati e di conseguenza il governo dei prossimi quattro anni.