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Bush riconosce: non vere le prove che hanno motivato la guerra in Iraq

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Bush riconosce: non vere le prove che hanno motivato la guerra in Iraq

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George Bush si è assunto la responsabilità di aver invaso l’Iraq sulla base di prove non vere. Il presidente statunitense lo ha detto esplicitamente in un discorso a Washington ma ha anche ripetuto che il leader iracheno in ogni momento avrebbe potuto evitare la guerra.

“Quando abbiamo deciso di andare in Iraq secondo i servizi segreti di molti paesi Saddam aveva armi di distruzioni di massa. E ne erano convinti anche paesi che non appoggiavano la mia decisione di rimuovere Saddam – ha detto il presidente degli Stati Uniti – Molte informazioni si sono poi rivelate sbagliate. Ma come presidente sono responsabile e spetta a me risolvere quello che è andato storto riformando i nostri meccanismi di intelligence”. Bush ha ripetuto che cacciare il raìs è stata comunque una buona scelta e ha invitato gli americani ad avere ancora un po’ di pazienza aspettando l’esito delle elezioni irachene. Se è vero che il capo della Casa Bianca ha già parlato di un possibile inizio imminente del ritiro, per il duemilasei il Pentagono si appresterebbe a chiedere altri 75 miliardi di euro per le operazioni in Iraq.