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Castelli dice no per la grazia a Sofri

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Castelli dice no per la grazia a Sofri

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Non ci sono le condizioni per la Grazia a Adriano Sofri. Così il ministro di Grazia e giustizia italiano, Roberto Castelli.

La decisione è arrivata sulla base dell’esame svolto dagli uffici ministeriali del fascicolo relativo all’ex leader di Lotta Continua. “Non esistono – ha spiegato il ministro – le condizioni al momento”. L’emorragia all’esofago, cui è seguita una delicata operazione due settimane fa, sembrava potre aprire le porte del carcere. Per il momento, Sofri è libero, la pena è stata sospesa dai giudici. Condannato a 22 anni per l’omicidio del commissario Calabresi, l’ex leader di Lotta Continua è in carcere dal 2000. Nove i processi, tutti indiziari, basati sulle dichiarazioni del pentito Marino, alcuni conclusi anche con una assoluzione, fino alla condanna definitiva del 1995. Il 17 maggio del 1972, il commissario Calabresi viene ucciso con due colpi alla nuca, nell’1988 a dare una svolta alle indagini è il pentito Marino che indicherà in Sofri uno dei mandanti dell’assassinio.