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Verso lo spegnimento dell'incendio al deposito di carburante britannico

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Verso lo spegnimento dell'incendio al deposito di carburante britannico

Verso lo spegnimento dell'incendio al deposito di carburante britannico
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Potrebbe essere spento in giornata l’incendio sviluppatosi ieri mattina in un deposito di carburante a nord di Londra. Per tutta la notte 150 vigili del fuoco hanno lottato contro quello che è stato definito il più grande rogo visto in Europa in tempo di pace.

L’incidente nonostante le sue dimensioni ha provocato solo 43 feriti, uno di questi è stato colpito ai polmoni dal soffio d’aria dell’esplosione ma le sue condizioni non sono giudicate critiche. L’attenzione si sposta ora sui rischi per la salute a causa delle sostanze tossiche presenti nei fumi. Per precauzione sono state fatte evacuare duemila persone dall’area ma la maggior parte di queste è potuta ritornare al proprio domicilio già ieri sera. “Queste duemila persone – ha spiegato Mike Penning deputato della circoscrizione – non sono state evacuate a causa dell’esplosione ma dei fumi tossici”. La detonazione è stata avvertita in un raggio di 40 chilometri. Fin da subito le autorità britanniche hanno escluso la possibilità di un attentato ed è stata privilegiata la tesi dell’incidente. Oggi la stampa d’oltremanica s’interroga se fossero sufficienti le misure di sicurezza e prevenzione messe in atto. Secondo testimonianze raccolte dai giornali già fughe di materiale infiammabile erano state notate nelle ultime tre settimane in due cisterne. E che poco prima delle esplosioni c’era stata una interruzione dell’erogazione di energia elettrica in tutto il sito, con conseguente entrata in funzione degli allarmi.