ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Libano: Il rapporto Mehlis chiama ufficialmente in causa Damasco

Lettura in corso:

Libano: Il rapporto Mehlis chiama ufficialmente in causa Damasco

Dimensioni di testo Aa Aa

Dalla morte di Rafic Hariri, questo è il quattordicesimo attentato in Libano. Presi di mira, sempre, personalità o interessi cristiani. Ed è il secondo giornalista a perdere la vita, dopo la morte il 2 giugno scorso di Samir Kassir. Quel giorno un altro giornalista lanciava l’allarme: Gébran Tuéni.“È un messaggio per tutto il Libano, per la libertà di stampa di questo paese. Ed è un messaggio del regime siriano e dei suoi agenti che sono ancora in Libano.”

A far luce sugli avvenimenti un rapporto dell’Onu, sotto la direzione del tedesco Detlev Mehlis, oggi consegnato ai membri del Consiglio di Sicurezza.“Purtroppo il mio mandato si esaurisce il 15 dicembre prossimo, diceva tre giorni fa Mehlis, ma il lavoro della commissione d’inchiesta non si ferma.” Dichiarazioni che sollevano qualche interrogativo: Mehlis ha ricevuto minacce a titolo personale o in nome degli interessi tedeschi nella regione? In ogni caso le autorità libanesi chiedono che l’inchiesta prosegua per altri sei mesi almeno. Sinora ha portato al fermo di quattro uomini lo scorso agosto: tutti alti ufficiali, in qualche modo legati alla Siria, e accusati di aver partecipato al complotto che ha portato all’assassinio dell’ex premier Hariri. Tra loro Mustafa Hamdan, ex capo della guardia presidenziale. Nella sua versione non definitiva il rapporto dell’Onu punta oggi il dito su alcuni alti dirigenti siriani. Cinque già ascoltati la scorsa settimana, compreso Rustom Ghazalé, ex numero uno dei servizi segreti militari siriani in Libano. Damasco respinge al mittente ogni accusa. Il presidente siriano, Bachar al Assad, chiede che la commissione d’inchiesta rettifichi eventuali errori e consegni un rapporto obiettivo sull’omicidio Hariri. La verità, dice, mostrerà che la Siria è innocente.” Le indiscrezioni trapelate sul rapporto Mehlis lasciano intendere ben altro. Alla Siria l’inchiesta dell’Onu già rimprovera, ufficialmente, di non aver brillato per spirito di collaborazione.