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Budget UE: una lunga battaglia

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Budget UE: una lunga battaglia

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A giugno era stato lo scontro frontale tra la Gran Bretagna e la Francia a far fallire il vertice europeo. Tony Blair aveva difeso a denti stretti il suo sconto e Jacques Chirac non aveva voluto rimettere in discussione la politica agricola. La presidenza lussemburghese aveva puntato proprio su tagli al cosidetto assegno britannico per far quadrare i conti.

Nel 2004 la Gran Bretagna ha incassato un rimborso di oltre cinque miliardi di euro. Senza modifiche, l’assegno supererebbe i sette miliardi, nel prossimo budget 2007-2013.

Nonostante lo sconto, Londra resta uno dei principale contribuenti al bilancio europeo.

Per i sudditi di sua Maestà non è facile rimettere sul tavolo quanto ottenuto vent’anni fa dal premier Margareth Thatcher, con la celebre espressione “I want my money back”. La Lady di ferro aveva reclamato il rimborso dei fondi agricoli europei di cui non Lusufruiva. Allora la Gran Bretagna era uno dei paesi piú poveri in Europa, oggi è uno dei piú ricchi.

Per Londra, tuttavia lo sconto resta legato alle spese agricole europee.

Nell’84 la politica agricola comune assorbiva il 70% del bilancio europeo, oggi poco meno del 50% ma resta il principale capitolo spese.

Tra gli stati membri, è la Francia che incassa i maggiori sussidi agricoli europei, ma Parigi, in virtú di un precedente accordo non vuole ritoccare la politica agricola comune fino al 2013.