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Kosovo, i serbi predicono il riesplodere del conflitto etnico

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Kosovo, i serbi predicono il riesplodere del conflitto etnico

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Sono stati accolti in pompa magna al loro ritorno in Kosovo i due ex comandanti dell’Uck scagionati mercoledì all’Aja da accuse di crimini di guerra.

Il leader del Partito democratico albanofono Hashim Thaqi ha parlato dell’assoluzione come del “riconoscimento etico e morale della guerra condotta dall’Esercito di liberazione kosovaro”. Il Tribunale penale internazionale dell’Aja ha prosciolto Fatmir Limaj e Isak Musliu, ex comandanti dell’Esercito di liberazione kosovaro, per insufficienza di prove mentre ha condannato un terzo a 13 anni di carcere per aver torturato e ucciso alcuni prigionieri rinchiusi in campo di concentramento. Secondo i leader della minoranza serba, che ora conta meno del 10% della popolazione kosovara, la sentenza riaccenderà l’odio interetnico. Nefasta previsione per una provincia dove le ostilità non si sono mai sopite. A Gracanica ieri ragazzi serbi hanno preso a sassate le auto di passaggio in reazione all’aggressione armata di un loro coetaneo, il giorno precedente, in una località poco lontana.