ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Gran Bretagna: verso la riforma delle pensioni

Lettura in corso:

Gran Bretagna: verso la riforma delle pensioni

Dimensioni di testo Aa Aa

Per riequilibrare il sistema pensionistico britannico, l’età pensionabile dovrà essere portata a 68 anni. Lo dice la relazione finale della commisione governativa voluta da Tony Blair. Proposte non obbligatorie, per il governo: ma hanno il loro peso. La stessa commissione propone di elevare le pensioni minime e di puntare di più sulle pensioni integrative. Le pensioni sono il punto debole di una società che invecchia, e che nello stesso tempo deve far fronte alla concorrenza commerciale, produttiva e sociale di paesi ben più giovani sotto tutti gli aspetti. In tutta Europa ci si interroga sul da farsi: l’aspettativa di vita era di 78 anni nel 2000, sarà di 82 anni nel 2040, nel frattempo si fanno sempre meno figli e quindi, nei prossimi trent’anni, il rapporto tra popolazione attiva e pensionati sarà decisamente complicato. La Gran Bretagna, pur non essendo tra i casi più preoccupanti in Europa, decise tre anni fa di riformare il proprio sistema pensionistico. La strategia più semplice è quella dell’innalzamento dell’età pensionabile. Attualmente, gli uomini vanno in pensione a 65 anni, a 60 le donne. I dipendenti pubblici, tutti a 60 anni. Altri paesi in Europa hanno fatto lo stesso, rinviando il momento della pensione. È solo una parte, ma quella più indigesta, della riforma proposta nel Regno Unito: tra l’altro i dipendenti pubblici attuali continueranno ad andare in pensione a 60 anni, e saranno solo i nuovi assunti a dover lavorare di più. Una disparità che ha fatto esplodere la polemica in questi giorni, anche perché il settore pubblico ha un deficit enorme. I sindacati dei funzionari hanno minacciato lo sciopero, se l’età pensionabile fosse stata elevata, e nello stesso tempo hanno negato l’esistenza di un privilegio. Una sindacalista spiega perché i dipendenti pubblici non meritano le invidie di quelli del settore privato: “Si parla tanto di pensioni dorate per il settore pubblico, ma la pensione media per un dipendente pubblico è di circa 7.500 euro all’anno, è poco, e stiamo parlando delle infermiere, di funzionari dai bassi salari, degli insegnanti”.Il rischio però è che si scateni una guerra tra poveri: nel settore privato, esiste l’impressione diffusa che i contributi versati obbligatoriamente alle casse pubbliche servano a finanziare i privilegi degli statali.