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Crescita economica sorprendente per il terzo trimestre degli StatiUniti. Il dipartimento del Commercioamericano ha rivisto al rialzo le stime sul Prodottointerno lordo, che nel periodo da luglio a settembre ha indicato un'inattesa crescita del 4,3%, superando leaspettative degli economisti, che avevano calcolato invece undato pari al4 per cento.

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Crescita economica sorprendente per il terzo trimestre degli StatiUniti. Il dipartimento del Commercioamericano ha rivisto al rialzo le stime sul Prodottointerno lordo, che nel periodo da luglio a settembre ha indicato un'inattesa crescita del 4,3%, superando leaspettative degli economisti, che avevano calcolato invece undato pari al4 per cento.

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Rispetto al secondo trimestre il Pil statunitense ha registrato un forte scatto in avanti, che dovrebbe essere mantenuto per tutto il 2005.
A spingere la crescita degli Stati Uniti sono state soprattutto le spese per l’edilizia, quelle per i consumi e gli investimenti delle aziende.

Dati soddisfacenti, aiutati anche da un leggero rallentamento dell’inflazione, che si scontrano pero’ con un calo negli utili societari, il piu’ pesante in quattro anni, imputabile ai danni causati dagli uragani della scorsa estate nel Golfo del Messico.

Buoni, ma meno appariscenti i dati trimestrali sull’economia europea. L’istututo di statistica Eurostat ha calcolato che nel terzo trimestre il Pil dei 12 oaesi di Eurolandia è salito dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1,6% su base annua. In frenata l’inflazione, che nel mese di novembre è scesa al 2,4 per cento.

Segnali incoraggianti, ma ancora insufficienti per i cittadini europei, che tendono a limitare le spese per i consumi.