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Rivendicato il rapimento dei 4 operatori umanitari in Iraq

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Rivendicato il rapimento dei 4 operatori umanitari in Iraq

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E’ stato rivendicato da un gruppo finora sconosciuto il rapimento di 4 operatori umanitari occidentali avvenuto sabato scorso a Baghdad. I miliziani, che definiscono gli ostaggi “spie degli occupanti”, hanno inviato un video alla tv Al-Jazeera in cui si vedono i 4 – 2 canadesi, 1 statunitense e 1 britannico, Norman Kember, del quale viene mostrato il passaporto.

Anche nel caso della tedesca Suzanne Osthoff, sono le immagini dalla prigionia che confermano l’avvenuto rapimento. La donna è stata sequestrata assieme al suo autista nella zona di Ninive il 25 novembre scorso. 43 anni, da 10 in Iraq, studi di archeologia alle spalle, la Osthoff stava collaborando con alcune agenzie tedesche nel coordinamento di progetti sanitari in Iraq. Un nuovo appello per la liberazione dei 2 ostaggi, dopo quello del cancelliere Angela Merkel, è giunto anche dal ministro degli esteri Walter Steinmeier. “Mi rivolgo ai responsabili affinché liberino i due ostaggi. Noi faremo tutto ciò che è in nostro potere per arrivare a questa soluzione”. Nella casa in Baviera, dove vive la famiglia della Osthoff, la preoccupazione per la sorte di Suzanne è in aumento. La madre, Ingrid Hala si commuove parlando della passione di sua figlia per l’Iraq: “Il suo cuore e la sua anima sono sempre stati laggiù – dice la signora Hala – da sempre ama la gente e la cultura di quel paese”. L’anno scorso Suzanne Osthoff venne premiata dalla Süddeutsche Zeitungper il suo impegno civile nell’alleviare le sofferenze della popolazione irachena, prima della caduta del regime di Saddam Hussein e poi durante la guerra.