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Damasco sul caso Hariri accetta di collaborare


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Damasco sul caso Hariri accetta di collaborare

La Siria ha deciso di inviare a Vienna per interrogatori, 5 responsabili dei servizi di sicurezza nell’ambito delle indagini per l’assassinio dell’ex premier libanese Rafik Hariri. Respinta la partenza di un sesto dirigente, sul quale resta puntato lo sguardo internazionale: il cognato del presidente Bashar Al Assad.

La mossa della Siria è arrivata quasi allo scadere dell’ultimatum lanciato dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu il 31 ottobre. Damasco era a rischio sanzioni economiche a meno di un atteggiamento più collaborativo. Hariri è stato ucciso il 14 febbraio a Beirut sollevando un’ondata di proteste che ha cambiato lo scenario politico del paese e portato alla partenza delle truppe siriane dal Libano. La data degli interrogatori verrà decisa con il capo investigatore dell’Onu, i giudice tedesco Detlev Mehlis. Il rapporto definitivo, con eventuali indicazioni di reati, è atteso per il 15 dicembre.
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