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Ucraina: quando l'arancione passa di moda

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Ucraina: quando l'arancione passa di moda

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La piazza oggi festeggia ma l’arancione rischia di passare di moda in Ucraina. A dodici mesi dalla rivoluzione pacifica che ha rovesciato il regime di Leonid Kutchma, l’allora opposizione democratica è più divisa che mai, e proprio sulle questioni su cui nel 2004 aveva trovato l’unità: la lotta alla corruzione e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

Due mese fa la premier Julia Timoshenko è stata silurata: il suo vasto programma di riforme economiche dispiaceva a troppi. Accolto negli Stati Uniti come un eroe, il paladino della rivoluzione arancione Viktor Yushenko stenta a far decollare il Paese. L’entusiasmo suscitato all’estero cozza con le cifre relative all’inflazione, in costante aumento, e il calo degli investimenti stranieri. Con Saakashvili, lui stesso alla testa di un’altra rivoluzione non violenta in Georgia, aveva creato lo scorso agostola Comunità della Scelta Democratica: doveva essere un’alleanza geopolitica per la promozione della democrazia e della sicurezza dal Baltico al Caspio. È rimasta una bella intenzione. Anche la libertà d’espressione, considerata una conquista della rivoluzione arancione, potrebbe non bastare a salvarne l’eroe dalla sconfitta elettorale, a marzo. “Dobbiamo assolutamente vincere, dice Yushenko. C‘è ancora un po’ di tempo per trarre insegnamento dai recenti avvenimenti.” Un anno dopo, la canzone “insieme siamo tanti, e non potranno vincerci”, inno della rivoluzione arancione, suona oggi come un appello all’unità. Ma i sondaggi non prevedono nulla di buono per il presidente. L’arcinemico di Yushenko, il candidato pro russo Yanukovich, ha buone probabilità di spuntarla.