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Tunisi, al via tra accuse di censura il Vertice Mondiale sulla Comunicazione

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Tunisi, al via tra accuse di censura il Vertice Mondiale sulla Comunicazione

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Si annuncia una battaglia serrata, al vertice mondiale delle Nazioni Unite sulla società dell’informazione, che si apre oggi a Tunisi. Polemiche per gli avvenimenti della vigilia: l’aggressione all’inviato di Libération, le minacce alla troupe della tv belga e il visto negato al fondatore di Reporters sans frontieres, riaccendono i riflettori sul rispetto dei diritti umani in Tunisia.

Per denunciare quello che è stato degfinito un “regime oppressivo” e fondato sulla censura, un gruppo di intellettuali tunisini da quasi tre settimane è in sciopero della fame. Chiedono la convocazione di un vertice parallelo. Secondo un militante dei diritti umani la Tunisia è sottoposta a un sistema di condizionamento dei media che va dalla semplice autocensura dei giornalisti, fino alla sospensione forzata delle pubblicazioni per decisione dell’autorità. Allarmate denunce arrivano anche dalle delegazioni straniere. Secondo i radicali italiani sono stati resi inaccessibili dalla Tunisia i siti dei gruppi che si battono per la libertà d’espressione. Per il governo tunisino, tuttavia, il problema non esiste. Il ministro della Comunicazione, ad esempio, nega che si tratti di una questione che riguarda il suo paese. “C‘è troppa attenzione a questo tema, come se la Tunisia fosse l’esempio in negativo della democrazia”. Al vertice di discuterà se assegnare alle Nazioni Unite il controllo tecnico degli indirizzi web, finora gestito dalla statunitense Icann. Paesi come Cina, Arabia Saudita e Iran si battono da tempo per avere riconosciuto il potere dei governi nella gestione diretta di Internet. Ipotesi questa che per molti renderebbe istituzionalizzata la censura sul world wide web.