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Francia, dopo la proroga dello stato d'emergenza la notte più tranquilla

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Francia, dopo la proroga dello stato d'emergenza la notte più tranquilla

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In Francia la notte trascorsa è stata la meno violenta da quando la crisi delle banlieue si è generalizzata a tutto il Paese. In totale sono andati in fiamme 163 veicoli e 50 persone sono state fermate.

“Non so perché continuano a incendiare le auto – racconta un abitante di Strasburgo svegliato nel cuore della notte – è una cosa che non mi spiego se non con il fatto che vogliono divertirsi”. Ieri sera è stata incendiata parzialmente anche una chiesa a Romans-sur-Isere a sud di Lione. Le forze dell’ordine hanno accertato la dolosità dell’incendio anche se non è ancora chiaro se il fatto sia da inserirsi nel quadro generale delle violenze di questi giorni. Per oggi è atteso il voto definitivo della legge che proroga di tre mesi lo stato d’emergenza. Ieri l’assemblea nazionale francese ha approvato il progetto di legge del governo con i voti della maggioranza di centrodestra. “Siamo in presenza di una delle crisi più acute e più complesse che abbiamo mai dovuto affrontare – ha detto ai deputati il ministro dell’interno Nicolas Sarkozy – I quartieri difficili non sono un’altra Francia. Sono la Francia vera, come l’abbiamo costruita e come l’abbiamo gestita negli ultimi trent’anni”. Ieri il primo ministro Dominique de Villepin si è recato per la prima volta in uno dei comuni della regione parigina teatro degli scontri. Il ministero dell’interno ha fatto sapere che dieci procedure d’espulsione sono state avviate contro stranieri condannati per le violenze.