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La Francia calcola i danni dopo 18 notti di disordini

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La Francia calcola i danni dopo 18 notti di disordini

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Più di due settimane di disordini nelle periferie francesi e la situazione resta tesa. Il dibattito è acceso su cause ed eventuali soluzioni, ma una domanda non lascia nessuno indifferente: a quanto ammontano i danni, e chi pagherà?

Le auto date alle fiamme sono diverse migliaia. Numerosi anche gli edifici pubblici danneggiati o proprio distrutti. Il conto è salato. Sull’insieme dei centri intorno a Parigi, nella capitale stessa e nel resto della Francia una prima stima fornita dalle compagnie assicurative valuta i danni intorno ai duecento milioni di euro. E solo per le auto distrutte si parla di venti milioni. Ma le assicurazioni non saranno le uniche a farne le spese. Lo Stato francese pure dovrà pagare. Anche chi non è assicurato può avvelarsi di una legge che tutela i cittadini in caso di disordini pubblici. Faranno allora comodo gli aiuti europei, già previsti per nove città francesi. Come spiega Danuta Hubner, commissario alle politiche regionali: “In Francia siamo presenti con una serie di iniziative pensate per i centri urbani. Quattro riguardano la regione di Parigi, e cinque alcune città in cui si sono registrati incidenti. Abbiamo deciso, eccezionalmente, di mettere da parte la burocrazia, almeno per qualche tempo, e di ricorrere a procedure che permettano di ri-orientare i fondi.” Il programma si chiama Urban due: in base a questo sono stati stanziati a favore della Francia centotre milioni di euro per le periferie in difficoltà. Cinquanta milioni non erano stati ancora spesi: oggi potrebbero andare alle zone colpite dai disordini. Denari dunque che verranno utilizzati per riparare più che per migliorare. Dovevano rivitalizzare il tessuto economico e sociale di città e periferie in crisi. Così non sarà.