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Germania: un accordo sul budget all'insegna del compromesso

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Germania: un accordo sul budget all'insegna del compromesso

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Compromesso: è stata la parola chiave che ha permesso alla Grosse Koalition, quasi due mesi dopo il voto in Germania, di mettersi d’accordo sul programma di governo, da realizzare nei prossimi quattro anni. Entrambe le parti hanno ceduto coll’obiettivo comune di far uscire il paese dal rosso, un rosso fuoco: almeno 35 miliardi di euro di deficit. Come rimpinguare allora le casse dello stato?

Prima, ovvia, misura: aumentando le tasse. Nonostante le perplessità di esperti, imprese e perfino sindacati, la Grande Coalizione ha deciso di rischiare di indebolire il consumo aumentando l’Iva. Qui i socialdemocratici hanno ceduto, e i conservatori hanno ottenuto di aumentare l’Imposta sul Valore Aggiunto di tre punti: dal 2007 questa passerà dal 16 al 19%. Un punto percentuale è destinato a finanziare il costo del lavoro. Il resto a colmare il deficit pubblico. L’SPD è riuscita però a spuntarla su un’altra questione, mantenendo così una promessa elettorale: far pagare più tasse ai ricchi. I single che vantano un reddito superiore ai 250mila euro saranno tassati al 45%, un po’ più di oggi. La pillola più amara per la sinistra è in campo sociale: il periodo di prova passa da sei mesi a due anni. Più rigidi saranno i controlli a chi percepisce il sussidio di disoccupazione. Ad est come ad ovest però questo sarà lo stesso, 345 euro per i disoccupati di lunga durata. Chi lavora oggi poi dovrà versare di più per finanziare i pensionati di oggi. Dal 2007 i contributi subiranno un incremento dello 0,4, raggiungendo il 19,9% dello stipendio. Novità anche per gli impiegati statali: la settimana lavorativa aumenta di 60 minuti, arrivando a 41 ore. Ma soprattutto la popolazione attiva dovrà lavorare più a lungo: l’età pensionabile passerà progressivamente da 65 a 67 anni tra il 2012 e il 2035. L’SPD è riuscita a far valere il suo accordo stabilito coi verdi nella precedente legislatura sulla graduale uscita dal nucleare entro il 2020. Per quella data ci si propone di produrre il 20% dell’energia elettrica attraverso fonti rinovabili. E infine ci si è accordati per un massiccio programma di investimenti in Ricerca e Sviluppo e in infrastrutture.