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Prima notte di coprifuoco in Francia: calono i disordini

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Prima notte di coprifuoco in Francia: calono i disordini

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La prima notte di coprifuoco in Francia ha registrato un calo nei disordini che da 13 notti tengono in scacco l’esagono. Seicento i veicoli bruciati, il 47% in meno in rapporto alla notte precedente, il calo è più evidente nelle periferia di provincia che nella regione parigina.

Diminuiscono anche i Comuni interessati dagli scontri, 196 contro i 226 della notte precedente. Un agente di polizia è rimasto ferito, ma anche gli scontri tra le bande di giovani e le forze dell’ordine si sono ridotti di numero. L’ultima volta che Parigi fece ricorso a queste misure eccezionali fu 50 anni fa, durante la guerra d’Algeria. Molti municipi ieri sera hanno annunciato di imporre il coprifuoco, che a termini di legge rimarrà in vigore 12 giorni. Tra questi quello di Amiens, dove i minorenni non possono andare in giro non accampagnati la notte. Un commissario di polizia della città: “C‘è stato un evidente ritorno alla calma, questo può essere spiegato con l’applicazione delle misure d’emergenza”. Nella serata di ieri il ministro degli Interni Nicolas Sarkosy si è recato a Tolosa, città che nella notte ha registrato episodi inquietanti, per incontrarele forze di polizia. In molti lo accusano di essere all’origine di questa fiammata di violenza che non ha precendenti in Francia. Definendo i giovani di periferia “feccia” ha esacerbato gli animi della banlieu che non riesce a smaltire le sacche di malessere originate da disoccupazione, tagli alla spesa pubblica, e da un modello di integrazione, che in molti denunciano, in Francia ancora non funziona.