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L'Egitto alle urne "ma non cambierà nulla"

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L'Egitto alle urne "ma non cambierà nulla"

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Trenta milioni di egiziani chiamati alle urne a partire da oggi per eleggere un nuovo parlamento, fra scarse speranze di sostanziali cambiamenti nella vita politica del Paese. Oltre cinquemila candidati (solo 23 le donne) a contendersi 444 seggi. Il voto si svolge in più giornate a seconda della zona. A monitorare lo scrutinio duemila osservatori di organizzazioni non governative. Una novità, e non l’unica.

“Questa volta è diverso, dice infatti un elettore. Le urne sono trasparenti. Questa è democrazia.” A detta di alcuni analisti le novità si fermano qui. Come per le presidenziali, in cui Hosni Mubarak è stato rieletto a schiacciante maggioranza, l’affluenza alle urne è stata bassa. E l’opposizione ha denunciato le frodi, l’acquisto di voti con denaro e promesse, le liste elettorali in cui figurano persone defunte, e così via. Se l’opposizione resta divisa e litigiosa, forse l’unico elemento nuovo di questo voto è l’agguerrita presenza dei Fratelli Mussulmani, organizzazione illegale ma tollerata. 150 i suoi candidati, presentatisi come indipendenti. È quasi certo però che il Partito Nazional Democratico di Mubarak, che oggi detiene l’85% dei seggi, conservi la maggioranza assoluta.