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Blair sconfitto sulla legge antiterrorismo

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Blair sconfitto sulla legge antiterrorismo

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Prima sconfitta in otto anni per Tony Blair. La Camera dei Comuni ha votato contro la sua proposta antiterrorismo. 291 soltanto i voti a favore, 322. 30 gli astenuti. Il premier britannico voleva estendere il fermo di polizia, senza incriminazione, da 14 a 90 giorni.

Un provvedimento non solo avversato da conservatori e socialdemocratici: anche diversi deputati laburisti si sono espressi contro. È però passata la clausola che estende il fermo a 28 giorni. “Non viviamo in uno Stato di polizia, ha detto stamane in Parlamento Tony Blair, ma in un Paese che deve far fronte a una reale e grave minaccia terroristica.” Già in mattinata è apparso chiaro che lo scarto fra pro e contro si giocava su una manciata di voti: per questo stamane il ministro delle Finanze Gordon Brown è stato richiamato in patria appena atterrato in Israele, dove era giunto per una missione di due giorni. La sconfitta è chiaramente una duro colpo per Tony Blair, tanto più che i laburisti possono contare su una maggioranza di 66 seggi rispetto agli altri partiti. Certo potrebbe accelerare la sua dipartita da Downing Street, da dove il premier ha già più volte lasciato intendere di volersene andare prima dello scadere del mandato. Se i deputati hanno votato per estendere comunque il fermo a 28 giorni, un referendum popolare avrebbe dato ragione a Blair.