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Settima notte di guerriglia urbana nelle periferie parigine

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Settima notte di guerriglia urbana nelle periferie parigine

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Bande di giovani hanno dato alle fiamme due autobus e decine di automobili. Le squadre di pompieri sono potute intervenire solo protette dalle forze dell’ordine. I quartieri che stannno creando maggiori problemi sono a nord e ad est della capitale come a Bobigny dove sono stati dati alle fiamme un centro commerciale e una scuola elementare e questo nonostante la presenza di centinaia di agenti. I giovani che protestano hanno soprattutto un obiettivo: il ministro dell’interno Nicolas Sarkozy che ha definito i rivoltosi “canaglie”. I tumulti sono esplosi giovedì scorso con la morte di due ragazzi in circostanze ancora non completamente chiarite. Le violenze sono degenerate tanto da salire in cima all’agenda di governo. Il premier de Villepin ha promesso di riportare l’ordine, ma ha in parte le mani legate da disaccordi fra i i suoi stessi ministri sul modo di contrastare la violenza. Le divergenze sono soprattutto con il titolare degli interni Sarkozy. De Villepin ha difeso in parlamento il suo operato, ma il ministro ha attirato su di sé critiche sia dall’opposizione che dai colleghi di governo per una reazione considerata troppo dura. Intanto le strade di Francia appaiono sempre più zona di guerra.