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Romania e Polonia smentiscono di ospitare prigioni segrete della Cia.

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Romania e Polonia smentiscono di ospitare prigioni segrete della Cia.

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Non ci sono prigioni segrete in Europa. Romania, Polonia e altri paesi dell’Europa dell’Est negano che la Cia abbia installato carceri per membri di Al Qaida sul loro territorio. Le autorità americane però non hanno smentito la notizia diffusa ieri dal Washington Post. L’Unione europea è intervenuta con un monito ai Venticinque:

“L’unica cosa che possiamo dire riguardo al trattamento dei prigionieri sul territorio degli stati membri – ha dichiarato il portavoce Friso Roscam Abbing -, è che evidentemente tutti i venticinque paesi, poiché hanno firmato la convenzione sui diritti umani e la convenzione internazionale contro la tortura, sono tenuti a rispettarle”.Secondo il Post la rete di prigioni, chiamate “siti neri”, istituita dopo gli attentati dell’11 settembre, coinvolge otto paesi, tra cui Tailandia, Afganistan e alcuni paesi dell’Europa dell’Est. Qui i reclusi sarebbero interrogati brutalmente e torturati. Dice Antonella Notari, portavoce della Croce Rossa Internazionale:

“Siamo preoccupati per la sorte di un certo numero di persone rinchiuse in luoghi di detenzione segreti. Abbiamo chiesto di essere informati e di poter visitare tutte le persone detenute in relazione con la cosiddetta guerra globale al terrorismo”.Anche un portavoce dell’organizzazione Human Rights Watch, intervistato dal Financial Times, si è detto convinto che carceri segrete, dove terroristi o presunti tali vengono interrogati con metodi illegali, esistano almeno in Polonia e Romania.