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Parigi brucia, governo in difficoltà

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Parigi brucia, governo in difficoltà

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Parigi brucia e sulla graticola finisce il governo, incapace di arginare la rivolta delle periferie-ghetto. Al settimo giorno di disordini le vetture date alle fiamme non si contano piu’. Ma oltre a cassonetti e fermate dell’autobus nel mirino delle bande di “casseurs” sono entrati uffici pubblici, scuole e centri commerciali.

Un esercito di poliziotti in tenuta anti sommossa non riece ad avere ragione delle bande di giovani, per la maggior parte figli dell’immigrazione nordafricana. Ad oggi, fa sapere il governo, sono stati effettuati oltre 140 arresti. Le strade di Clichy sous bois e centri limitrofi, sono campi di battaglia. In ostaggio i residenti, presi nella morsa dei disordini. <>. Nonostante le divisioni interne, l’esecutivo cerca di mostrarsi compatto di fronte all’opinione pubblcia e fa sapere che non intende arrendersi di fronte a niente e nessuno. <> Sarkozy ha oggi incontrato le famiglie dei due minorenni la cui morte in circostanze non ancora del tutto chiarite è all’origine dei fuochi parigini. Anche le autorita’ locali non si danno per vinte, cercando uno spiraglio, un dialogo con i giovani ribelli. Il sindaco socialista di Clichy Claude Dilan ha lanciato oggi un appello durante una visita alla moschea del suo comune.