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Il Mozambico si appropria della diga di Cahora Bassa

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Il Mozambico si appropria della diga di Cahora Bassa

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30 anni per risolvere un contrasto che ha avvelenato le relazioni diplomatiche tra il Portogallo e una ex colonia africana, il Mozambico.
Lisbona ha ceduto il controllo della diga di Cahora Bassa a Maputo, rinunciando a una parte consistente del proprio credito.

Con l’accordo siglato dal Ministro delle Finanze portoghese, Fernando Teixeira dos Santos e dal Ministro mozambicano dell’Energia, Salvador Nambuete, si chiude una disputa che durava dagli anni 70 quando la diga fu costruita con l’obiettivo di assicurare l’approvvigionamento idro-elettrico al Mozambico. Un’opera gigantesca che avrebbe dovuto garantire l’indipendenza energetica a un paese di 812 mila chilometri quadrati con 20 milioni di abitanti.

In cambio di 580 milioni di euro, il Portogallo riduce ora dall’85% al 15% la propria quota azionaria nella società che gestisce la diga. Inoltre Lisbona ha quasi annullato il credito che vantava nei confronti del Mozambico per la costruzione della struttura. Si acconterà di 208 milioni di euro.

La diga fu progettata e costruita da un consorzio euro-africano con capitale tedesco, francese e sudafricano.

Nel corso degli anni ha subito numerosi black out, causati da danneggiamenti e manutenzione inadeguata ma anche dai contrasti nella gestione tra autorità portoghesi e mozambicane.

Oggi il bacino artificiale di Cahora Bassa alimenta una delle maggiori centrali idroelettriche del mondo.