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Bush incontra Berlusconi sullo sfondo del Nigergate

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Bush incontra Berlusconi sullo sfondo del Nigergate

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È in un clima avvelenato da voci, smentite e inchieste internazionali che Silvio Berlusconi incontra oggi a Washington George Bush. L’amicizia del presidente del Consiglio italiano con il capo di Stato americano appare un po’ meno solida, o comunque meno influente, dopo le dichiarazioni rilasciate dal Cavaliere in un’intervista televisiva: prima dell’intervento in Iraq, ha detto Berlusconi, “Ho cercato di convincere il presidente degli Stati Uniti a non fare la guerra”.

Dichiarazioni che gli avversari vedono come una mossa elettorale, che cade nel momento in cui il governo italiano è nell’occhio del ciclone per il cosiddetto Nigergate. In un’inchiesta condotta dal quotidiano La Repubblica, emerge che il falso dossier sul traffico di Uranio fra Niger e Iraq che fornì a Bush l’argomento vincente a favore del conflitto, sarebbe stato fabbricato ad arte dai servizi segreti italiani.

Un dossier esplosivo che ha a sua volta scatenato il Ciagate, portando all’incriminazione e alle dimissioni di Lewis Libby, capo di gabinetto del vicepresidente Usa Dick Cheney.Le rivelazioni di Repubblica sono confortate dalle conclusioni parziali di un’inchiesta dell’Fbi, che, fra le ipotesi prese in considerazione, ritiene la più probabile quella dell’origine italiana del rapporto.