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Influenza aviaria, crollano in Europa le vendite di polli e tacchini

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Influenza aviaria, crollano in Europa le vendite di polli e tacchini

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Allarmi, smentite, precisazioni. La paura dell’influenza aviaria si sta abbattendo sull’industria alimentare, con conseguenze pesanti sul piano dei consumi.

Nonostante i casi sospetti – come la morte della bambina cinese e i malati in cura all’isola della Reunion – siano rientrati, e malgrado finora in Europa si contino solo episodi di infezioni su uccelli, si rischia un’ondata di panico. “Le vendite sono calate del 30 per cento in due settimane”, spiega il portavoce di una industria di trasformazione. “E’ una reazione irrazionale del consumatore, che ha paura ingiustificatamente”. In tutta Europa si continuano a prendere misure preventive. In Francia in 26 dipartimenti è diventato obbligatorio chiudere gli allevamenti, per evitare contatti dei volatili con uccelli migratori. Analoghe direttive sono state assunte dalle autorità svedesi. Ma l’onda montante di timore per una possibile pandemia si fa sentire anche sul versante delle case farmaceutiche. L’azienda produttrice del Tamiflu, un farmaco ritenuto efficace, ha sospeso le esportazioni verso gli Usa per poter indirizzare tutto l’attuale volume di produzione verso le regioni dell’Asia dove i rischi di diffusione del virus sono maggiori. mentre in altre parti del mondo invece è