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Il Cia-Gate getta un'ombra sulla Casa Bianca

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Il Cia-Gate getta un'ombra sulla Casa Bianca

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Karl Rove, fido consigliere di George W. Bush è nell’occhio del ciclone. L’uomo-ombra del Presidente sin dalla sua entrata in politica nel ’94 come governatore del Texas, e architetto della sua rielezione, rischia l’incriminazione. Nel mirino della giustizia non c‘è solo Karl Rove, ma anche Lewis Libby, soprannominato Scooter, capo di gabinetto del vicepresidente Dick Cheney. A tendere la tela di ragno in cui i due funzionari sono rimasti invischiati è stato Patrick Fitzgerald. L’inchiesta del capo della Procura Federale di Chicago, potrebbe incriminarli per ostruzione alla giustizia e rivelazioni di informazioni segrete. Il caso, degno di un thriller di fantapolitica, comincia nell’agosto del 2002, quando viene istituito “il gruppo Irak della Casa Bianca” con la missione di preparare l’opinione pubblica alla guerra.

Nel gennaio del 2003 durante il discorso sullo stato dell’Unione Bush accusa formalmente Saddam: “Il governo britannico è venuto a sapere che Saddam Hussein ha acquistato di recente importanti quantità di uranio yellowcake dall’Africa” Alcune settimane dopo l’ex ambasciatore Joseph Wilson, incaricato di indagare sull’acquisto di uranio in Niger, dichiara al New York Times di aver informato la Casa Bianca che la notizia era infondata. Giorni dopo viene rivelata alla stampa l’identità di un agente donna della Cia.Si tratta di Valerie Plame, la moglie di Wilson. Il diplomatico denuncia una vendetta di alcuni funzionari dell’amministrazione Bush da cui sarebbe filtrata l’informazione sull’identità dell’agente. La stampa accumula rivelazioni e specula attorno i due funzionari della Casa Bianca, soprattutto su Rove considerato la mente politica di Bush.Il presidente si sente obbligato a dare delle spiegazioni: “ Ho dato istruzioni ad ogni membro del mio staff di cooperare con le indagini, ma non esprimero’ nessun giudizio sulle inchieste giornalistiche” Ma la tempesta mediatico-giudiziaria sollevata su Karl Rove, Machiavelli della politica, ha già investito la Casa Bianca la cui popolarità è nel frattempo scalfita dai cicloni – quelli veri – e dal superamento della soglia fatidica dei due mila morti in Iraq.