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CIA-Gate, lo scandalo che scuote le fondamenta della Casa Bianca

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CIA-Gate, lo scandalo che scuote le fondamenta della Casa Bianca

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Uno scandalo senza precedenti per l’amministrazione Bush. E nelle prossime ore potrebbe aggravarsi se la giustizia decide di incriminare alcuni pezzi grossi della Casa Bianca. Uno è Karl Rove, braccio destro di Bush, eminenza grigia di W., architetto della sua folgorante carriera politica e, si congettura, mente della vicenda che da due anni occupa le prime pagine dei giornali americani. È lo scandalo CIA-gate.

Protagonisti: Joseph Wilson, ex ambasciatore Usa. La moglie, Valerie Plame. Agente sotto copertura della Cia, venne smascherata sulla stampa, si sospetta, per punire il marito che di ritorno da una missione in Africa scrisse sui giornali che l’Iraq di Saddam non aveva mai tentato di acquistare uranio in Niger, come invece sosteneva l’intelligence americana. Nella vicenda vennero coinvolti addirittura Dick Cheney, vicepresidente americano, e il suo capo di gabinetto, Lewis Libby, detto “Scooter”. Proprio questi avrebbe fatto il nome della Plame alla stampa, circa un mese dopo averlo saputo da Cheney. Se questi non rischia nulla, è vero però che fu lui a guidare lo sforzo della presidenza di convicere l’America che l’Iraq possedeva armi di distruzione di massa. “Il vice presidente, dice l’analista Jonathan Turley, si trova in una posizione che peggiora di giorno in giorno.” Lo scandalo arriva in un momento critico per la Casa Bianca: il dopo ciclone Katrina, i 2000 americani morti in Iraq, l’indice di popolarità di Bush ai minimi storici.