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Presidenziali polacche: vince il cattolico di destra Kaczynski

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Presidenziali polacche: vince il cattolico di destra Kaczynski

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A sorpresa il conservatore cattolico Lech Kaczynski ha vinto le elezioni presidenziali polacche. Con poco più del 54 % dei voti, e spiazzando i pronostici, al ballottaggio, Kaczynski ha avuto la meglio sul candidato liberale Donald Tusk.

Kaczynski ha fatto campagna promettendo di combattere la corruzione, grave problema in Polonia. Ma ha anche promesso di proteggere lo stato sociale. Il suo partito, Diritto e giustizia si ritrova ora ai vertici dello stato e alla guida del governo, dopo la vittoria alle politiche di fine settembre. Un doppio successo, regista del quale non è altri che Jaroslaw Kaczynski fratello gemello di Lech, nonché presidente di Diritto e giustizia. Il neo capo dello stato ha voluto ringraziarlo: “E’ stato lui il principale stratega, ha unito il popolo, qualche volta anche contro la mia volontà. Signor presidente vengo a rapporto: missione compiuta”. Tanto potere per un solo partito è anche una sfida, nota Boleslaw Rok, dell’università Kuzminski: “Hanno i pieni poteri, ciò vuol dire che non possono gettare la colpa su nessuno altro se qualcosa non funziona. Il premier e il governo possono fare tutto. Hanno la possibilità di operare un cambiamemto radicale”. In politica estera, però, secondo Eugeniusz Smolar dell’Istituto per le relazioni internazionali di Varsavia non ci saranno grossi cambiamenti: “E’ certo che Kaczynski sarà apertamente filo statunitense. E ciò non rallegrerà molto i partner europei”. Il presidente appena eletto si è comunque dichiarato favorevole a un referendum sull’adesione all’euro entro il 2010. Obiettivo più urgente, la lotta contro la disoccupazione che in Polonia sfiora il 18 % della popolazione attiva, il dato più alto dell’Unione europea.