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L'influenza aviaria forse in Gran Bretagna. Attesa per i risultati dei test

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L'influenza aviaria forse in Gran Bretagna. Attesa per i risultati dei test

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La Gran Bretagna trattiene il fiato, in attesa di sapere se davvero nel paese è arrivato il virus H5N1. Il risultato degli esami di laboratorio diranno presto se quello scoperto su un pappagallo importato dall’America Latina – ma messo in quarantena con uccelli provenienti da Taiwan – è il virus nella sua versione più pericolosa per l’uomo.

Una possibilità che preoccupa. Il responsabile dei servizi veterinari britannici Debby Reynolds, invita alla cautela. “Abbiamo accertato che si tratta dell’H5, ma non abbiamo ancora i risultati dei test sull’N1”. Intanto, in Ungheria, i laboratori si organizzano per produrre il vaccino che nei giorni scorsi aveva dato prova di efficacia su un campione di 100 volontari. Il responsabile del servizio medico nazionale, Ladzlo Bujdoso, spiega che tutti i centri del paese sono già all’opera, con l’obiettivo di produrre “20, 60 o forse 120.000 dosi già entro la fine dell’anno”. Ma le speranze suscitate dalle scoperte ungheresi sono controbilanciati dalla inattesa rapidità con cui il virus si va espandendo in Europa, fino ad aver raggiunto, per ultima in ordine di tempo, la Gran Bretagna. L’allarme del giorno si registra in Croazia, dove sono stati ritrovati morti dodici cigni migratori. Secondo un esperto etologo, gli uccelli sarebbero però di origine europea, il che farebbe pensare all’esistenza sul continente di un focolaio di infezione non ancora scoperto.