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Dossier Mehlis: la Siria respinge le accuse ma è pronta a collaborare

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Dossier Mehlis: la Siria respinge le accuse ma è pronta a collaborare

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La Siria contesta il rapporto Mehlis ma si dice pronta a cooperare con la comunità internazionale.

La reazione ufficiale al dossier sull’omicidio dell’ex premier libanese Rafik Hariri, dossier che chiama in causa Damasco, è stata affidata al sottosegretario siriano agli Esteri, che in conferenza stampa ha affermato che le conclusioni della commissione d’inchiesta Onu si fondano su idee preconcette. E per il momento solo la Siria, ha aggiunto, ne sta subendo forti conseguenze. Nel rapporto Mehlis si legge che l’omicido Hariri non poteva maturare né essere organizzato senza il consenso o la complicità di Damasco. Fino all’anno scorso, d’altra parte, l’ingerenza siriana arrivava sino a imporre i responsabili dell’intelligence di Beirut. Alla pubblicazione del rapporto, gli Stati Uniti hanno risposto chiedendo la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu. A esprimere pieno sostegno al dossier Mehlis, il figlio dell’ex premier, Saad Hariri che ha chiesto la creazione di un tribunale internazionale per giudicare i responsabili della morte del padre. Che sia fatta piena luce sul delitto del 14 febbraio lo pretende anche il popolo libanese. In migliaia ieri sera sono scesi in piazza per rivendicare la verità.