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Allerta massima in Cina, uccisi 91.000 uccelli. Timori per la selvaggina

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Allerta massima in Cina, uccisi 91.000 uccelli. Timori per la selvaggina

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La Cina chiuderà le sue frontiere al primo caso di contagio dell’influenza aviaria trasmesso da umano a umano. Lo ha detto il viceministro della Salute Huang Jie Fu. “Il nostro primo scopo è di salvare vite umane”, ha aggiunto, “anche se ciò dovesse frenare l’economia”. Secondo l’inviato delle Nazioni Unite, David Nabarro, Pechino sta prestando la massima attenzione possibile al problema, bonificando gli allevamenti sospetti e abbattendo oltre 91.000 volatili. Il virus H5N1, la variante più pericolosa per l’uomo, isolato per la prima volta nel 2003 in Corea del Sud, ha causato 61 vittime in Asia.Gli esperti tuttavia sottolineano che finora si registrano solo contagi animale-uomo. Anche nel caso del bambino thailandese di sette anni, figlio dell’ultima vittima del virus ed egli stesso positivo all’H5N1, i medici tendono a escludere che sia stato contagiato dal genitore. Nonostante gli sforzi per controllare la diffusione del virus siano al massimo, sono sempre di più gli uccelli selvatici che muoiono di influenza. Un indicatore che inquieta, mentre é appena iniziata la stagione delle migrazioni.