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Influenza aviara, l'Ue intensifica gli sforzi per far fronte alla minaccia

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Influenza aviara, l'Ue intensifica gli sforzi per far fronte alla minaccia

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Maggiore coordinamento tra gli stati membri, e non abbassare la guardia. Ma niente panico. Sono alcuni degli elementi emersi dalla riunione, che continua venerdì, dei ministri della Salute dell’Unione Europea, datisi appuntamento per una due giorni nello Hertfordshire, vicino a Londra, per discutere dell’influenza aviaria.

Patricia Hewitt, ministro competente per il Regno Unito, paese che detiene la presidenza dei Venticinque, ha sottolineato che la stessa “Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che non esiste un rischio maggiore di pandemia, anche se gli stati membri debbono prepararsi all’eventualità.” Bruxelles, attraverso il comitato veterinario dell’Unione Europea, si è pronunciata per il divieto di importare uccelli di gabbia, e di piume e penne,dal territorio russo, con l’eccezione di Kaliningrad e delle regioni limitrofe alla Finlandia. Disinfestazioni e abbattimenti in massa di volatili sono in corso nel territorio russo. Quanto all’Europa, è stato deciso di non esporre nei mercati polli vivi. Negli zoo si consiglia di vaccinare gli uccelli in mostra.