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David Cameron praticamente certo di diventare il prossimo leader dei tories.

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David Cameron praticamente certo di diventare il prossimo leader dei tories.

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Si è già guadagnato il nomignolo di “Tory Blair”, David Cameron, ed è certo che il suo stile fa pensare al premier britannico. Tra l’altro, Blair aveva solo 3 anni più di lui quando prese le redini dei laburisti.

Giovane dunque, 39 anni, ma non rampante, anzi volentieri modesto, forse per eccesso di snobismo, comunque deciso a mostrarsi come un allievo diligente, che si applica, pronto ad ascoltare chi ha più esperienza di lui. Laureato in filosofia, economia e politica, centrista, Cameron si definisce un modernizzatore pragmatico. Qualche mese fa era un perfetto sconosciuto. All’improvviso si è imposto come la scelta obbligata di un partito conservatore che in 6 anni ha già consumato 3 leader e ora si aggrappa a una quarta speranza. I vecchi tories hanno ignorato perfino le insinuazioni sul suo presunto passato di consumatore di droghe. E ai giornalisti che gli chiedono se sì o no ha mai fatto uso di stupefacenti, lui risponde: “E’ tempo di porsi le giuste domande, tipo: chi è il candidato con maggiori possibilità di modernizzare il partito, chi può attirare più voti. Una battuta all’ultimo congresso, un discorso sobrio e risolutamente ottimista, sono bastati a conquistare i colonnelli conservatori. A 22 anni Cameron scriveva i testi di Margareth Thachter, poi quelli del suo successore John Major. Ora li scrive per se stesso e, a quanto pare, funzionano sempre. Fattosi le ossa fin da giovane fra i conservatori, Cameron è tornato in politica solo 2 anni fa, dopo aver curato la sua carriera professionale di esperto di comunicazione per una decina d’anni. Un allenamento che sta dando i suoi frutti, anche se, fra i tories, c‘è chi pensa che il partito stia scommettendo troppo presto su un leader che ancora non ha mai provato davvero le proprie capacità.