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Influenza aviaria: controlli alle frontiere e caccia agli antivirali

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Influenza aviaria: controlli alle frontiere e caccia agli antivirali

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Bloccare l’influenza aviaria alle frontiere. Molti paesi stanno cercando in questo modo di evitare la diffusione del virus dei polli. Gran Bretagna e Svezia hanno rafforzato i controlli sugli aerei provenienti da Turchia e Romania, per evitare che siano importati volatili vivi o morti. La Bulgaria, dove le importazioni di pollame da Turchia e Romania erano già proibite, ha esteso il divieto alla Grecia.Nuovi casi sono stati identificati nel delta del Danubio. Su questi, e su quelli scoperti in Grecia, sono in corso i test per verificare se si tratti del ceppo del virus letale per gli esseri umani.Ieri a Lussemburgo si sono riuniti i ministri degli esteri dell’Unione europea. Il commissario alla sanità Markos Kyprianou ha dichiarato: “Non abbiamo ancora raggiunto il livello di preparazione che dovremmo avere”.I Venticinque hanno sollecitato un’azione coordinata a livello internazionale, considerato anche che alcuni paesi, come il Portogallo, non hanno ancora scorte sufficienti di antivirali. L’Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda che ogni paese disponga di medicinali sufficienti per somministrarli a un quarto della popolazione.Un problema che sarà affrontato domani e dopo in Gran Bretagna in un consiglio informale dei ministri europei della sanità.Gli occhi sono puntati sul gruppo farmaceutico Roche, produttore del Tamiflu, il farmaco più efficace contro l’influenza aviaria. Il colosso svizzero non riesce a tenere il passo con la domanda dei governi e, sotto la pressione internazionale, ha annunciato la sua disponibilità a concedere sub-licenze di produzione.